Le interpretazioni materiche del pittore ferrarese Roberto Bulzoni, in cui prevale informalmente con il colore il segno, inducono l'osservatore a riflettere sugli eventi della quotidianita'.

Fra destino ed abitudini, determinandosi cosi' il percorso della nostra esistenza, al di la' della figura o del paesaggio, si creano simbolisticamente situazioni e costruzioni etiche da cui emergono metafore o illusioni che procurano stati d'animo e investigazioni psicologiche. "Nini", infatti, osserva che il suo lavoro artistico nasce dall'esigenza di comunicare emozioni e stati d'animo che con le parole non sarebbe possibile esprimere. Un'affermazione questa che e' la sintesi appunto "dell'immaginario segnico".

La famosa armonia di Kandiskji vi traspare dai "monocromi" o dai "grovigli materici": ed ecco le atmosfere spaziali, il "magma" esistenziale, il travolgente linguaggio tecnico delle avanguardie, la spiritualita' acattivante delle rappresentazioni grafico-geometriche, il cifrario disegnato per intimi "messaggi", gli aspetti enigmatici dei frammenti e degli spezzoni, la condizione umana che diventa "tavolozza".

Si tratta, in fondo, di un inconscio rivelato che agisce nei meandri sociali e nel percorso di ogni giorno e che recupera atomi di esistenza indagando: onde recuperare i palpiti e le stesse passioni. Questo mondo pittorico di "Nini" ha a che fare con la psiche e ne cerca, con colori e segni, l'andamento per una necessita' di comunicazione in quanto l'animo umano e' sempre pervaso da indici emotivi. Ed il colore e' il mezzo per farlo vibrare cosi' com'e' qui svincolato fa altre esigenze figurali e integrato da linee: e' quel "codice" immaginativo che percorre ogni fase espressiva.

Antonio Caggiano

 
 
 

 

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